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Il Comune di Gesualdo (AV)

Di una prima Gesualdo arcaica, « stazione preistorica » di primo piano nella Valle del Fredane rimangono armi e resti umani rinvenuti sul posto e conservati nel Museo Archeologico di Napoli ed altrove.

Una seconda Gesualdo oggi può essere individuata in quella famosa Cisauna , che viene menzionata negli « elogia » degli Scipione, precisamente alla Quarta iscrizione sepolcrale relativa a Scipione Barbato (284 a.C.).

Terza infine è la Gesualdo longobarda, fondata nell´anno 650 dall´omonimo cavaliere e guerriero distintosi durante l´assedio di Pavia, che venuto dal Nord qui eresse il primitivo castello, all´epoca merlato, e che quindici anni dopo, di nuovo impegnato in guerra, fatto prigioniero, si immolò eroicamente, mentre correva in aiuto di Grimoaldo a Benevento, assediata dalle truppe dell´imperatore Costante.

Gesualdo, all´epoca dei Franchi, fu beneficiaria del trattato di Kiersy (877), sicché il capitolare carisiacum decretò il diritto dinastico ereditario. Guglielmo I dei Normanni, nel 1078 riprese l´autonomia da Benevento, giacché i duchi Gesualdo ne erano stati precedentemente esautorati. Sotto gli Svevi eccelsero i Conti Falcone, Nicola e Bartolomeo Gesualdo. Più famoso dei tre è certamente Falcone, che ha il merito di aver trafugato la salma dello sventurato Manfredi ed anche per questo pagò con la vita la sua fedeltà agli Svevi. Tra i letterati del XV sec. si distinse il celebre critico Giovanni Andrea da Gesualdo, che, poi, passò alla corte di Maria de Cardona, castellana mecenate in Avellino.

Durante le guerre franche-spagnuole Gesualdo seguì sorti alterne subendo gravi danni morali e materiali. Nel 1428 con i Filangieri si ingrandisce il feudo di Gesualdo con l´annessione di molte « terre » limitrofe. Nel 1460, per rivendicarsi dell´infedeltà dei feudatari, Ferdinando I fa spogliare il Castello di Gesualdo. Nel 1466 la « Piana di S. Filippo », presso l´abitato, è teatro di un´aspra battaglia della guerra franco-spagnuola. Il conte di Gesualdo partecipa nel 1495 alla battaglia di Fornivo e col trattato di Blois del 1505 riprende la politica espansionistica del feudo gesualdino. In pieno sec. XVI, per l´esattezza il 1560, la nascita di Carlo Gesualdo rappresenta una data memorabile anche per Gesualdo, giacché il Principe, all´età di 30 anni, doveva trascorrere qui il resto della sua vita.

Il noto compositore, in arte Gesualdo da Venosa, creò, infatti, nella nostra cittadina la maggior parte dei suoi celeberrimi madrigali a 5 voci, ben 110 negli anni dal 1594 al 1611, istallando apposita tipografia nel castello, trasformato da lui in palazzo signorile, e scrisse inoltre due libri di mottetti ed uno di responsori, mentre altri madrigali (questi a 6 voci ) per interessamento di Muzio Efrem videro la luce postumi nel 1626. Nicolò Ludovisio, nipote di Alessandro, Papa col nome di Gregorio XV, sposò Isabella Gesualdo, nipote di Carlo e, poiché l´erede maschio "Emmanuello" (Emanuele) morì prematuramente, divenne il nuovo feudatario. Ludovisio si risposò, imparentandosi con i Pamphili, governò saggiamente e colto mecenate si fece promotore della costruzione di numerose Chiese, che fece affrescare da pittori celebri e dotò di reliquie e preziosi. Cillo Palermo, poeta gesualdino, fu alla sua corte, nato contadino della zona « Volpito », è quasi certamente il suggeritore, se non l´autore del testo affidato all´angelo nella sacra rappresentazione del «Volo dell´Angelo», che annualmente ancora si ripete in occasione delle festività di S. Vincenzo Ferreri (ultima domenica di agosto).

Domenico Gesualdo nel 1704 riottiene il titolo di Principe e per decreto di Carlo III nell´anno 1753 Gesualdo diviene CITTA´. Nel 1758 la Chiesa del Rosario viene dichiarata monumento nazionale e il 10 giugno 1772 il feudo di Gesualdo viene venduto a Giuseppe Caracciolo, Principe di Torella. Il castello disabitato ed incustodito nel 1779 viene saccheggiato da cima a fondo.

Col sec. XVIII la storia cittadina manda più ombre che luci e con i secoli successivi, dopo l´unità d´Italia, essa si fonda con la nostra patria. Gravi danni ai monumenti gesualdini, solo parzialmente sanati, sono stati inferti dai numerosi terremoti, in special modo da quello del 1980, da cui faticosamente la comunità si è risollevata.


Stato
Italia
Regione
Campania
Provincia
Avellino
Latitudine
41° 0' 0'' N
Longitudine
15° 4' 0'' E
Altitudine
640 m s.l.m.
Superficie
27 kmq
Abitanti
3.828
Densitá
142 ab./kmq
Frazioni
Torre dei Monaci, Piano della Croce
Comuni contigui
Fontanarosa, Frigento, Grottaminarda, Paternopoli, Villamaina
CAP
83040
Prefisso tel
0825
Codice ISTAT
064036
Codice catasto
D998
Nome abitanti
gesualdini
Santo patrono
San Nicola

 

Sito web del Comune di Gesualdo:
www.comune.gesualdo.av.it

 
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